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Giovedì, 31 Agosto 2017 05:51

HUSSERL E L'ESSERE VALENTI

Scriveva Edmund Husserl:"(...) Il valore della filosofia della Weltanschauung (...) è condizionato innanzi tutto dal valore della sapienza e dell'aspirazione alla sapienza(...). (...) È dunque chiaro come ognuno debba aspirare ad essere quanto più possibile e sotto ogni aspetto una personalità valente; valente dunque in tutte quelle direzioni fondamentali della vita, che corrispondono a loro volta ai tipi fondamentali delle possibili prese di posizione, in modo da essere anche in ognuna di queste direzioni il più possibile "esperto", "sapiente" e partanto anche il più possibile "amante dells sapienza"'. Ciascun uomo che aspira all'idea è necessariamente "filosofo" nel senso più originario del termine. (...) Gli scopi della nostra vita sono in genere di due specie, gli uni relativi al tempo, gli altri l'eternità; i primi servono alla perfezione nostra e dei nostri contemporanei, gli altri alla perfezione anche dei posteri, fino alle generazioni più lontane (E. Husserl, la filosofia come scienza rigorosa", Gius. Laterza & Figli Spa, Bari 2005, pag. 87 e 90).
Questa estrapolazione dal testo del grande filosofo Husserl, padre della fenomenologia, richiama a mio parere ad alcuni temi importanti, da tenere a mente: la prima, come tensione al sapere, per migliorarci e diventare "valenti", cioè esperti e saggi; la seconda, di avere una prospettiva responsabile, perché dobbiamo impegnarci per noi, per chi ci sta attorno oggi, ma anche per le future generazioni.
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