Informativa in adempimento degli obblighi previsti dall'Art. 10 della Direttiva n. 95/46/CE, nonchè a quanto previsto dalla Direttiva 2002/58/CE, come aggiornata dalla Direttiva 2009/136/CE, in materia di Cookie.
Questo sito utilizza i cookie per gestire autenticazione, navigazione, ed altre funzioni.
L'utilizzo di questo sito costituisce accettazione implicita all'uso dei cookies sul vostro dispositivo.

Dopo la serie di spunti pratici che ho postato in questi giorni, ecco il retroterra teorico di riferimento (ma non c'è da preoccuparsi, non sarà solo teoria, anzi, sarò molto pratico; e poi, come diceva qualcuno:"non c'è niente di più pratico di una buona teoria"), cornice alle attività pratiche che ho proposto fin qui e, soprattutto, che proporrò da qui in avanti: approfondendo via via l'ossatura del nostro muoverci alla ricerca di lavoro o alla creazione di opportunità lavorative.

Nella vita di tutti i giorni possiamo imbatterci in difficoltà personali e professionali, questo è ovvio, meno scontato è l'avere consapevolezza e il sapere agire sugli aspetti positivi che ci accompagnano, i nostri punti di forza, quelli utili ad affrontare le sfide quotidiane che ci si presentano. Sto parlando delle virtù e delle potenzialità che sono in noi e che, a seconda delle inclinazioni individuali, ognuno poi le esercita a modo suo, traducendole in azioni.

Avete mai sentito parlare delle High Six? Sono le virtù che alcuni ricercatori hanno trovato trasversalmente in quasi tutte le tradizioni, su un arco di tremila anni, e sono: saggezza, coraggio, amore, giustizia, temperanza, spiritualità (Seligman, M.E.P. 2002, La costruzione della felicità, Sperling paperback). Per quanto possano apparire inizialmente impalpabili, in realtà a loro volta possono tradursi potenzialità, incanarsi in poteri, svilupparsi in talenti. Sono in noi come patrimonio che può esprimersi in valori e azioni.

Published in Blog

"Scegli un lavoro che ami, e non dovrai lavorare neppure un giorno in vita tua"

Confucio

Se c'è una cosa che mi colpisce nelle persone è la voglia di sapere, di conoscere. Mi attrae chi prova piacere nel lavoro che fa, chi cerca di accrescere la propria competenza su un argomento mettendoci passione. 

Al di là di alcune eccezioni, quando si ama il proprio lavoro spesso questo trapela, perché si trasmettono sensazioni positive a chi ne è spettatore. Non mi sembra c'entri con il tipo di impiego svolto ma, piuttosto, su come lo si svolge: quindi non è il cosa facciamo ma il come lo facciamo. Cosi, guardando la persona all'opera con le sue emozioni positive e il suo saper fare, si avverte un "che" capace anche di trascenderla, di  superarla, come ci fosse un lascito che va oltre: sia a chi fa,sia al prodotto  realizzato.

Puoi essere chiunque e fare un qualunque lavoro, ma non sarà un lavoro qualunque se lo farai con amore: "il lavoro è amore reso visibile", diceva Gibran.

Published in Blog
Domenica, 09 Aprile 2017 07:45

CI VUOLE PROPRIO CORAGGIO

Avere coraggio non vuol dire non avere paura.

Il coraggioso è consapevole dei rischi, ma va oltre cercando di superare l'ostacolo.

Un elogio, un applauso, un abbraccio a chi ha avuto timore, chi ha tremato, pianto e nonostante questo ha cercato di affrontare il problema perché ne vedeva una possibile soluzione.

A volte c'è chi non percepisce il rischio, ma in questo caso potrebbe anche essere che quello messo in campo non sia coraggio, qui: o si è degli sprovveduti, oppure, si è già consapevoli dei propri mezzi

Published in Blog
©2019 Davide Marino. All Rights Reserved. Designed in Torretta

Search