Mi capita spesso di vedere persone che trovano lavoro dopo pochi colloqui.
“Ma che strano..“, “…che fortuna….”, “sai Davide non ci crederai ma…“.
Io scherzo, e dico:”ah!, ma non te l’avevo detto? funziono anche come mascotte portafortuna…“. In realtà qualcosa è accaduto, ancora prima che la persona abbia messo in campo tecniche di ricerca particolari o sofisticate.
È l’occhio
Al di là del metodo, è l’occhio ad essere cambiato, la presenza (nel senso di essere nel posto giusto con l’atteggiamento giusto), l’intenzione, forse lo stesso cuore: perché quando si ha meno paura di fare, il cuore è sgombro e si butta più facilmente.
Che conta è quindi la forma mentis: chi è allenato a vedere le opportunità, le vede dove gli altri passano e vanno oltre.
Ma come si cambia mindset?
Innanzitutto, realizzando che le cose stanno più in mano nostra più di quello che in genere si pensa. E non vuol dire che bisogna soltanto “credere” e basta, abbandonandoci ad un fatalismo in positivo che ci farà “andare tutto bene” ma senza fare nulla perchè questo accada. No. Sara un lavorare per acquisire le competenze utili: e questo avviene quando capisci quali sono le priorità da conquistare, lavorando in quella direzione. Già il lavoro sulla compresione delle priorità è un lavoro a sé stante, dove occorre metterci più di un ragionamento per capire la strada da intraprendere e perchè.
La competenza numero uno
Una volta imparato ad essere nella ricerca in modo corretto, capirai che la competenza da portare con te per il futuro, sarà quella che aiuterà a muoverti nel mercato del lavoro. Questo vuol dire che qualunque cosa tu stia cercando, oltre ad avere le competenze tecniche dovrai sapere innazitutto come e dove spenderle.
Quindi, alla domanda “sono stato fortunato“, il più delle volte mi viene dadire “non è fortuna, sei stato bravo!“.
Sapersi far trovare è un’arte
ps. In questo periodo, in fondo agli articoli troverai alcune proposte.