Alcune riflessioni sulla gentilezza, partendo da uno spunto tratto dal libro “Verso un’ecologia della mente” di Gregory Bateson.

Verso un’ecologia della mente

Anni fa lessi un libro fantastico, dal titolo “Verso un’ecologia della mente” (Adelphi 1977) di Gregory Bateson (purtroppo il libro mi fu rubato tempo fa. Il ladro, molto simpaticamente, spaccò il vetro della macchina portandomelo via assieme al pc -ehm, non fu un gesto molto gentile-). Tra i fantastici spunti che vi trovai -finché l’ebbi-, c’è il concetto di schismogenesi generativa, che ancora oggi porto con me. In buona sostanza, le parole “schismogenesi generativa” spiegano il meccanismo dove c’è un escalation di comportamenti, portando ad un graduale allontanamento reciproco.

Se tu tratti male me…

Per esempio, se oggi ti tratto male, domani tu sarai prevenuto nei miei confronti quindi, a bocce ferme, potresti comportarti male con me, aumentando con il passare del tempo il livello del conflitto. Bateson fa l’illuminante esempio della corsa agli armamenti, dove uno stato che si sente minacciato correrà a piazzare missili e carri armati per difendersi ma, così facendo, genererà anche nello stato opposto una situazione di allerta, tale per cui anch’esso andrà a tirare fuori le proprie armi, fino ad alzare il livello del conflitto.

Rompere la ripetizione

Immaginate uno schema ripetitivo, che porta ad un aumento esponenziale del rancore tra due persone (ma vale, ovviamente, anche per i gruppi o gli stati). Inizialmente, prima dei dissidi, i due soggetti si trovano entrambi al vertice di un’immaginaria “V”. Poi, dopo un ipotetico scontro iniziale, se non ci sarà chiarimento, correranno su due linee andando progressivamente ad allontanarsi.. E non è detto che entrambe sentano questa reciproca separazione.

La gentilezza

Domanda:”e se questa evoluzione valesse anche per le azioni gentili che portiamo agli altri?“. La gentilezza, in questo caso, andrebbe ad agire sulle persone che, partendo da una “V” capovolta, quindi lontane, potrebbero avvinarsi progressivamente: la chiamerei unione progressiva fondata sulla gentilezza.

Questo piccolo articolo, è tratto dal libricino che ho scritto qualche mese fa: “più di sessanta cose di un essere umano“. Sinceramente, essendo autoprodotto, sono certo che si potranno trovare refusi ed errori persi per strada, mi pare però sia un piccolo testo ricco di spunti (sono “leggermente” di parte ahahah).

Chiudo questo breve articolo, inserendo alcune riflessioni  che postavo ieri, sempre riferite alla gentilezza. Così che possa trovarle sempre qui, per ricordamene io stesso per primo.

La gentilezza è una potenzialità straordinaria. È potenziale perché dobbiamo volerla esprimere per renderla manifesta; è straordinaria perché apre le porte alla conoscenza del mondo che abbiamo di fronte. La gentilezza genera altruismo e speranza, abbatte la sfiducia, favorisce l’apprendimento. Ci sono gentilezze basate sulla paura, sull’incertezza della reazione. Ci sono poi gentilezze che invece rilanciano verso l’apertura all’altro, donando tempo, ascolto, disponibilità, reciprocità. Sarà un buttarsi nelle braccia altrui, non solo creando le condizioni per crescere noi stessi, ma donando l’opportunità di crescere a chi ci sta vicino”.

A presto, buona giornata

Davide

1 thought on “La gentilezza e il suo opposto”

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