Stanlio e Ollio furono un duo incredibile: fatto di professionalità, magia, creatività e lavoro.  Ho provato a raccontare alcuni aspetti riguardanti la loro vocazione professionale, commosso dal film “Stan & Ollie”.

Il film di Stanlio e Ollio

In questi giorni ho visto il film Stan & Ollie, diretto da  Jon S. Baird. Gli attori che interpretano Stanlio e Ollio sono gli strepitosi Steve Coogan e John C. Reilly: a mio avviso strepitosi; riescono a riproporre la mimica dei due comici in modo eccezionale, emozionate e commovente.

Non sono competente in materia di film, per questo parlerò maggiormente dell’aspetto umano e professionale, perchè  la storia di Stan Laurel e Oliver Hardy, racconta di un’amicizia e una vocazione che va al di là del set cinematografico. E non posso non cogliere l’opportunità di proporvi qualche riflessione in merito.

La vocazione

Prima di parlare di loro, due indicazioni sulla vocazione professionale.

Nell’immaginario comune la vocazione viene spesso accostata alla “chiamata” che avverte il religioso nei confronti del proprio credo ma, nel senso con cui affronto questo tema, va letta in modo più allargato, cioè intendendola come quella disposizione interiore che fa sentire la persona attratta da un certo ambito, motivata intrinsecamente ad intraprendere una strada professionale e/o personale, gratificata già per il solo fatto di percorrerla con impegno e dedizione. C’entra con le nostre intelligenze personali, la storia personale e il percorso di vita fatto: che hanno forgiato la nostra identità. Tutti abbiamo visto all’opera musicisti che amavano così tanto quello che facevano, da affascinare chi li stava osservando e ascoltando. Ma anche baristi che divertono -e si divertono- nel lavorare a contatto con gli avventori; avvocati che, non appena smettono di districarsi tra norme e codici, corrono a coltivare un orto; operai di produzione dediti alla scrittura di racconti. E ancora, manager, liberi professionisti, volontari, allenatori, parroci, artisti, sportivi, suore, educatori, papà, mamme, giornalisti, scrittori, insegnanti, magazzinieri, tutte persone che possiamo aver osservato godere del loro lavoro, del loro vivere la famiglia o i loro hobbies, al punto di dimenticarsi di se stessi, immergendosi totalmente in ciò che fanno.

Per capire la vocazione, occorre comprendere in quale sistema simbolico si trova piacere nello svolgere le attività in esso contenute. Per inciso: un sistema simbolico è un campo di attività che rappresenta e accomuna diverse realtà singolari, in un quadro culturale dotato di senso, ad esempio: sport, arte, ristorazione, comunicazione, medicina, meccanica…ecc..

Detto questo.

Torniamo a Stanlio e Ollio

Dalla loro biografia emerge una vocazione all’umorismo (l'”umorismo“, è una potenzialità umanistica importante, che rientra nella virtù della trascendenza, ovvero nel superamento di se stessi) e la capacità di leggere le vicende umane e rappresentarle. Oliver, in un’intervista, una volta disse:”Il mondo è pieno di persone come Stanlio e Ollio. Basta guardarsi attorno: c’è sempre uno stupido al quale non accade mai niente, e un furbo che in realtà è il più stupido di tutti. Solo che non lo sa“. Riuscire a prendere il materiale umano, leggerne il paradossale, divertirsi nell’usare la creatività per renderlo fruibile e divertente, questa è vocazione che si traduce in professione e, non a caso, i due attori facevano spesso scenette divertenti anche nella vita quotidiana, giocando con le parole e con i paradossi.

Quando si trova la possibilità di poterla esprimere la vocazione arriva agli altri. Ma, come detto sopra, questo non vale solo per gli artisti o i geni, è per tutti coloro che cercano di esprimere ciò che sentono dentro e provano a renderla un’attività pratica.

L’amicizia

Stanlio e Ollio, ancora prima di conoscersi, erano attori affermati con numerose produzioni alle spalle, ma quando iniziarono la loro collaborazione ci fu l’esplosione, propellente per la creazione di nuove gag, riuscendo a creare quei due personaggi surreali che, come diceva Stan, sono”due menti senza un solo pensiero”.

L’amore per ciò che facevano era incredibilemente forte. Tutti e due, nonostante le difficoltà rimasero uniti fino alla fine (Oliver morì nel 1957, Stan nel 1965). E mi ha colpito sapere che, dopo la morte di Oliver, Stan decise di non lavorare più, ma continuò fino alla morte a scrivere sceneggiature per Stanlio e Ollio, come il loro  legame fosse indissolubile.

Jeff Pope, lo sceneggiatore del film “Stanlio e Ollio” dichiarò in un’intervista: “Il meraviglioso ritratto che emerge di questi due uomini che sono ormai immensi è quello di due tizi che alloggiano in piccole pensioni, si esibiscono in minuscoli teatri e non si rendono conto cheil motivo per cui hanno sfondato è che si sono voluti benequesto è il fatto che mi ha ispirato e spinto a scrivere l’intero film. È una storia d’amore tra due uomini”. La produttrice Faye Ward  in tal senso affermò:“Stanlio & Ollio è sostanzialmente la storia di due amici per la pelle e di cosa significa una simile amicizia quando la vita volge al termine e non ti rendi conto che la fine sta arrivando. Ma parla anche di due grandi forze creative e di come si fa a produrre una magia”.

Questi due grandi attori, vissero assieme dentro e fuori il set, scrivendo e interpretando loro stessi e i loro alter ego, fino a diventare una cosa sola.

La vocazione realizzata è “fare ciò che amiamo fare“.

“Strano, davvero strano, la nostra popolarità è durata tanto tempo. I nostri ultimi buoni film li avevamo fatti nel Trenta, e si sarebbe anche potuto pensare che la gente li avesse scordati, ma non è stato così. Forse il pubblico amava noi e le nostre comiche perché ci avevamo messo dentro tanto amore. Non so”. Stan Laurel

Due parole sulla scoperta della vocazione

Domande di un venerdì domandoso, per comprendere la propria vocazione e andare nella direzione di interesse:

  • Cosa ci piace fare che riesce a far vibrare le corde dentro di noi?
  • Quali sono i bisogni sono attorno a noi che potremmo soddisfare l, grazie alle nostre capacità e interessi?
  • Come posso allenare le capacità che possiedo?
  • Come posso trasformare le mie attitudini in competenze e in talenti?

Per approfondimenti.

Nel caso fossi interessata/o ad approfondire come cercare lavoro, pianificare la tua carriera, capire quali lavori vuoi/puoi svolgere potresti dare un’occhiata qui:

  • Come cercare in modo efficace: Link
  • Svolgere un bilancio delle competenze: Link
  • Pianificare la carriera e definire come muoversi: Link
  • Riflettere sugli elementi che costituiscono “l’essere buoni professionisti”: Link

In alternativa, per informazioni, puoi scrivermi attraverso il form di contatto della pagina.

Buona giornata!

Davide

Vi saluto con l'”arrivedooci” che avrebbe detto Ollio e, come avrebbe fatto lui, scuotendo la cravatta.

Davide

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