Scoprire se stessi mentre si cerca lavoro

Siamo esseri complessi e, come ci dice la finestra di Johari, esiste un’area che potremmo definire “ciò che né noi né gli altri conosciamo di noi stessi”, quindi è possibile scoprire se stessi mentre si cerca lavoro perché, una cosa che credo possa capitare, è che possano avvenire scoperte su noi stessi mentre cerchiamo lavoro, poiché molte cose che spesso sfuggono si possono chiarire quando ci si mette in gioco.

Impegnandoci a riflettere su chi siamo – lavorativamente parlando – e cosa desideriamo fare, possiamo trovare nuove energie e nuove indicazioni.

In molti casi infatti, così facendo, orientati dal desiderio di trovare professioni stimolanti, si può ampliare quello che sappiamo di noi, allargando almeno altri due quadranti della suddetta finestra, e cioè: ciò che so di me e gli altri conoscono di me e ciò che so di  me e gli altri non conoscono di me. Andando quindi a restringere il campo di un qualcosa ciò che prima non conoscevamo, a favore di ciò che ora sappiamo in più della nostra persona.

Vediamo in poche parole come.

Per un buon colloquio di lavoro

Per quanto possa essere utile ragionare come rispondere alle domande che ti faranno in un colloquio – “come si vede tra 5 anni”, “quali sono i suoi punti di forza e debolezza?”, “qual è la la sua RAL” e via discorrendo -, credo che per diventare davvero bravi, nell’affrontare la selezione di un’azienda su cui davvero puntiamo con interesse, occorrerà fare un passo nella direzione di scoperta di se stessi in relazione al posto in cui desidera andare.

Non si tratterà quindi di portare ad essere solo “se stessi” seguendo il famoso adagio del «sii te stesso», che ha fatto più danni lui che il temporale in un campo di girasoli. Ma, partendo dal «conosci te stesso», si andrà nella direzione del conoscerci per «essere il meglio di noi stessi».

Nell’articolo spiego (dato che da queste prime righe, non ho capito bene nemmeno io cosa voglio dire).

Proporsi all’azienda

Andare a proporsi all’azienda, vuol dire prima di tutto saper raccogliere informazioni, capendo che le strade da percorrere sono tra le più disparate.
Quando puntiamo ad un’azienda dovremmo pensare che il nostro scopo è far sapere delle nostre competenze e disponibilità, così quando avranno bisogno sapranno a chi rivolgersi.
Nell’articolo parlo degli step da seguire per proporsi (entra per leggerlo).

Rispondere agli annunci non è sufficiente

In questo articolo spiego come rispondere in modo efficace ad un annuncio. Ma non solo. Se pensi che rispondere agli annunci e basta, possa farti svolgere una ricerca di opportunità efficace, ti chiedo di leggerlo e riflettere su cos’altro potresti fare.
Personalmente, credo che se non andremo ad acquisire e coltivare competenze utili al “saper cercare”, correremo il rischio di non far crescere la nostra professionalità, e di non essere pronti in caso di bisogno.
Abbiamo necessità di un paracadute speciale per la nostra carriera: potrà servire ad attutire i colpi ma, allo stesso tempo, diventare un paio di ali utili a scegliere la direzione.
(Per leggere come impostare una risposta agli annunci efficace vai nel blog)

Murphy e la ricerca di lavoro

La famosa legge di Murphy: “se qualcosa potrà andare storto lo farà!” richiama l’imprevedibilità del fato e, mica tanto indirettamente, il retropensiero de “la fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo”.
Può anche darsi. Non sono qui a confutare questi evidenti enunciati scientifici: su ciò che riguarda tutte le sfere della vita di una persona non posso pronunciarmi. Per la ricerca di lavoro, devo però dire che spesso quel “qualcosa andrà storto” o “la sfiga ci vede benissimo”, sono analisi poco accurate e fataliste, frutto della nostra azione poco attenta, che si traduce in una di queste reazioni:
a) Mi gira storto ma non posso farci niente;
b) Mi gira storto provo a capire cosa posso raddrizzare.
Proviamo a ragionare sul punto b) e vediamo nell’articolo cosa possiamo fare…

Fare gruppo nella ricerca di lavoro

Spesso, quando cerchiamo opportunità, troviamo offerte che non sono alla nostra portata. Questo non vuol dire che dobbiamo per forza fermarci e non fare nulla. Se ci ragionassimo, potremmo farle diventare occasione di rilancio e possibile supporto ad altri.
Qui di seguito ho messo una lista di situazioni nelle quali, invece di passare e andare oltre, potremmo porci una controdomanda utile a ragionare in termini positivi. Vediamola assieme.